Conformità alla GDPR e la sicurezza dei dati sensibili

L’obbligo di nomina del DPO nel settore sanitario

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Nel settore sanitario, la designazione del Data Protection Officer (DPO) assume un ruolo cruciale, vista la natura sensibile e dettagliata dei dati gestiti. Non soltanto il GDPR richiede una gestione accurata e conforme dei dati personali, ma pone particolare enfasi sulla protezione dei dati sanitari. I dati sanitari, essendo di natura estremamente personale e delicata, necessitano di una supervisione dedicata per garantire che la loro gestione sia effettuata nel rispetto della normativa. Pertanto, la norma stabilisce chiaramente che sia il titolare del trattamento che il responsabile del trattamento debbano nominare un DPO per assicurare che queste direttive siano seguite scrupolosamente.

Articolo 37: Analisi del requisito della “larga scala” e dei “dati particolari”

L’Articolo 37 del GDPR elabora specificamente i casi in cui la nomina di un DPO diventa obbligatoria. Tra questi, rientrano le situazioni in cui il trattamento dei dati avviene su larga scala. Questo include la gestione di “categorie particolari di dati” come specificato nell’Art. 9, che comprende i dati sanitari. La definizione di “larga scala” non è immediatamente ovvia e richiede un’analisi del volume di dati trattati, della portata geografica del trattamento e della proporzione di interessati coinvolti. Strutture più grandi come ospedali e cliniche rientrano tipicamente in questa categorizzazione, mentre singoli professionisti possono non essere soggetti al medesimo obbligo, a meno che non trattino dati su scale comparabilmente vaste.

Cos’è il Data Protection Officer (DPO)?

Il Data Protection Officer (DPO), come definito dall’articolo 37 del GDPR, è una figura chiave all’interno delle organizzazioni, soprattutto nel settore sanitario. Il DPO ha il compito di garantire che le misure tecniche e organizzative adottate per proteggere i dati personali siano adeguate ed efficaci. Secondo il GDPR, la nomina di un DPO diventa obbligatoria in determinati casi, tra cui il trattamento su larga scala di dati sensibili, come i dati sanitari. Questi dati rientrano nella categoria specifica di “categorie particolari di dati” menzionata nell’Art. 9 del regolamento. Inoltre, il GDPR sottolinea che il DPO deve monitorare che le procedure adottate rispettino i requisiti di legge e che siano documentate in modo adeguato per dimostrare la conformità al regolamento. Il ruolo preventivo del DPO è finalizzato a evitare violazioni dei dati e situazioni di rischio, contribuendo così a proteggere i diritti e le libertà degli individui.

Il DPO non svolge solo un ruolo di controllo e vigilanza, ma agisce anche come punto di riferimento interno ed esterno per tutto ciò che riguarda la protezione dei dati. Deve essere un esperto in materia di protezione dei dati personali e svolgere le proprie funzioni in modo indipendente, senza conflitti di interessi con il datore di lavoro.

Inoltre, l’Articolo 37 del GDPR specifica che il DPO deve essere coinvolto in modo tempestivo e adeguato in tutte le questioni relative alla protezione dei dati fin dall’inizio. Questo significa che il DPO deve essere consultato su tutte le questioni che riguardano la protezione dei dati e deve ricevere le risorse necessarie per svolgere efficacemente il proprio ruolo.

Complessivamente, il Data Protection Officer è una figura fondamentale per garantire che le organizzazioni rispettino le disposizioni del GDPR e proteggano in modo adeguato i dati personali, soprattutto quelli sensibili come i dati sanitari nel settore della salute.

Importanza della qualità del dato oltre alla quantità

Nel contesto sanitario, non è solo la quantità di dati trattati che è rilevante, ma soprattutto la loro qualità e sensibilità. I dati sanitari contengono informazioni profondamente private e, quindi, necessitano di precauzioni extra. Il GDPR sottolinea l’importanza di trattare questi dati con la massima cura, indipendentemente dalla loro quantità. Di conseguenza, anche le strutture che trattano volumi minori di dati sanitari possono dover considerare la nomina di un DPO se la natura dei dati trattati potrebbe comportare rischi elevati per i diritti e le libertà degli individui.

I rischi per chi non nomina il DPO

Il mancato rispetto dell’obbligatorio di nomina del DPO può comportare sanzioni significative. Ad esempio, nel 2020 il Garante per la Privacy ha multato una società per 29.000 euro a causa della mancata designazione di un DPO, nonostante la gestione di un’applicazione che trattava dati sanitari. Le sanzioni possono essere estremamente elevate, raggiungendo fino a 10 milioni di euro o il 2% del fatturato globale annuo dell’azienda, a seconda di quale sia maggiore. Questo sottolinea l’importanza di adempiere a tali obblighi non solo per evitare sanzioni, ma anche per proteggere adeguatamente i diritti dei pazienti.

Il Data Breach come rischio aziendale nell’ambito sanitario

Un data breach nel settore sanitario è particolarmente grave a causa della natura estremamente personale e sensibile delle informazioni coinvolte. Questi dati includono dettagli medici, storie cliniche, risultati di esami, e altre informazioni relative alla salute che, se divulgate impropriamente, possono avere conseguenze devastanti per gli individui interessati. Una violazione dei dati nel settore sanitario può portare a rischi di privacy, discriminazione, e perfino a frodi, come l’uso improprio di identità per ottenere trattamenti medici o farmaci.

Le violazioni dei dati possono verificarsi per vari motivi, inclusi attacchi informatici sofisticati, furto fisico di dati, errori umani, o sistemi di sicurezza inadeguati. Data la crescente frequenza e sofisticazione degli attacchi cyber ad aziende sanitarie, le istituzioni sanitarie sono richieste di adottare misure di sicurezza robuste. Questo include la crittografia dei dati, l’autenticazione a più fattori per l’accesso ai sistemi informatici, e la formazione continua del personale su pratiche di sicurezza dei dati.

In conformità con il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati dell’Unione Europea, le strutture sanitarie, in qualità di titolari del trattamento, devono garantire la protezione dei dati personali contro l’accesso non autorizzato o illegale e contro la perdita o distruzione accidentale. Il GDPR impone anche che un data breach sia notificato alle autorità di controllo competenti entro 72 ore dalla scoperta. Se il rischio per i diritti e le libertà degli individui è alto, è necessario anche informare direttamente gli interessati senza ritardi ingiustificati.

La gestione delle violazioni dei dati nel settore sanitario non è solo una questione di conformità, ma è essenziale per mantenere la fiducia dei pazienti e per la protezione della loro salute e benessere. Le conseguenze di una gestione scadente di un data breach possono essere ampie, risultando in perdita di fiducia, danni reputazionali significativi per l’istituto sanitario, e persino sanzioni legali.

Oltre alle misure preventive, è vitale che le istituzioni sanitarie dispongano di un piano di risposta agli incidenti ben strutturato e regolarmente testato, che assicuri una reazione tempestiva e efficace in caso di violazione. Questo può aiutare a mitigare gli impatti negativi di una violazione, garantendo che le misure correttive siano messe in atto rapidamente e che gli interessati siano supportati adeguatamente. La risposta a un data breach nel settore sanitario deve quindi essere gestita con la massima serietà e attenzione per minimizzare i danni e proteggere la salute dei pazienti.

Necessità e Benefici dell’Implementazione del DPO

La designazione di un Data Protection Officer non è solo una necessità legale per molte strutture sanitarie, ma rappresenta anche un investimento nella fiducia e nella sicurezza dei pazienti. Un DPO efficace non solo assicura che la struttura sia conforme alla normativa attuale, ma migliora anche la governance interna dei dati, minimizza i rischi di violazione dei dati e aumenta la trasparenza verso i pazienti. Data la complessità e la sensibilità dei dati trattati nel settore sanitario, la figura del DPO diventa non solo un obbligo, ma un elemento fondamentale nella strategia di protezione dei dati di qualunque istituzione sanitaria.

Appello finale ai professionisti del settore

Medici e titolari di strutture sanitarie, la responsabilità di nominare un DPO è un passo cruciale per garantire la sicurezza dei dati dei vostri pazienti e la compliance regolamentare. Non sottovalutate l’importanza di questa figura all’interno della vostra organizzazione. La protezione dei dati personali e sanitari non è solo una normativa da rispettare, ma un diritto fondamentale dei vostri pazienti. Investire in una gestione adeguata dei dati non solo vi tutela dalle sanzioni, ma rafforza la fiducia che i pazienti ripongono nella vostra istituzione.

Dott. Enrico Rudello - Marketing Sanitario

Autore

Dott. Enrico Rudello

Consulente in Marketing Sanitario

Sono Enrico Rudello, un Consulente in Marketing Sanitario specializzato nella comunicazione nel settore sanitario. Utilizzando i diversi canali di comunicazione aiuto le strutture sanitarie a migliorare la loro visibilità e a distinguersi nel mercato.

La mia Missione è sviluppare strategie efficaci, progettando siti web, la gestione dei canali social, attività di awarenessposizionamento su Google per strutture sanitarie. Ho collaborato con diverse realtà sanitarie, tra cui poliambulatori, studi dentistici, case di cura, strutture pubbliche e private in tutta Italia.

Il mio Obiettivo è ottenere risultati concreti per i nostri clienti attraverso un approccio professionale.