
Cosa cambia davvero per gli studi dentistici con la nuova Legge di bilancio 2026
Nel 2026 torna l’iperammortamento per beni 4.0 e 5.0, con maggiorazione del 180% in deduzione e riduzione dell’imponibile. È riservato a studi in reddito d’impresa (SRL/STP, SNC, SAS, SPA). Richiede certificazioni, collaudo e interconnessione; i decreti attuativi risultano ancora mancanti. Consigliata prudenza sugli acquisti finché il quadro non è definitivo.
La legge di bilancio 2026 — legge n. 199 del 2025 — si presenta come una manovra a trazione mista: da un lato alcune agevolazioni fiscali concrete, dall’altro misure restrittive che toccano settori di investimento molto diffusi tra i professionisti sanitari. Per chi opera nel mondo dell’odontoiatria — sia come titolare di studio che come contribuente privato — è fondamentale leggere con attenzione ciascuna delle novità introdotte, soprattutto perché alcune di esse sono già in vigore dal primo gennaio 2026, mentre altre attendono ancora i decreti ministeriali attuativi.
Le agevolazioni per gli studi organizzati in forma societaria
Iperammortamento: il grande ritorno per i beni 4.0 e 5.0
La misura più rilevante per il marketing odontoiatrico e per la crescita strutturale degli studi dentistici è senza dubbio la reintroduzione dell’iperammortamento. Si tratta di un meccanismo già conosciuto, che era stato sostituito negli anni precedenti dal sistema dei crediti di imposta 4.0 e 5.0 — un sistema che ha mostrato significative criticità a livello di finanza pubblica e che ha lasciato molti studi senza le agevolazioni attese dall’oggi al domani.
L’iperammortamento funziona diversamente: non genera un credito direttamente compensabile sull’F24, ma produce una variazione in diminuzione nella dichiarazione dei redditi, abbattendo la base imponibile e riducendo le imposte dovute. In termini pratici, un bene acquistato per €10.000 potrà essere dedotto fiscalmente applicando una maggiorazione del 180%, con un effetto complessivo di detassazione stimato attorno al 70% dell’investimento.
Chi può accedere all’iperammortamento?
L’agevolazione è riservata esclusivamente agli studi strutturati in forma di reddito di impresa, quindi:
- Società a responsabilità limitata (SRL), inclusa la forma STP
- Società di persone (SNC, SAS)
- Società per azioni (SPA)
I professionisti con partita IVA individuale e gli studi associati non possono accedere a questa misura, poiché il superammortamento — che in passato estendeva benefici analoghi anche ai professionisti — non è stato prorogato.
Quali beni sono agevolabili?
I beni devono essere classificati come beni 4.0 o 5.0 e devono possedere marchiatura dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo. Per il mondo odontoiatrico, rientrano tra i beni potenzialmente agevolabili:
- Cbct e tac dentali
- Panoramici digitali
- Laser odontoiatrici
- Microscopi operatori
- Autoclavi con connettività digitale
- Apparecchiature per la sedazione cosciente
- Mobili con sistema di tracciabilità dei farmaci
La documentazione richiesta
Per fruire correttamente dell’agevolazione è necessario predisporre:
- Un’autocertificazione (obbligatoria per investimenti fino a €300.000)
- Una certificazione del produttore che attesti i requisiti 4.0 e la marchiatura comunitaria
- Il verbale di collaudo e interconnessione del macchinario con il sistema digitale dello studio
- Le comunicazioni al portale GSE (Gestore dei Servizi Energetici), secondo le modalità che saranno definite dai decreti ministeriali in corso di emanazione
Attenzione: al momento della redazione di questo articolo (gennaio 2026), i decreti ministeriali attuativi non sono ancora stati pubblicati. Il consiglio degli esperti è di posticipare gli investimenti più rilevanti fino all’ottenimento di un quadro normativo definitivo, per evitare il rischio di non rispettare i requisiti formali.
Orizzonte temporale e pianificazione
L’agevolazione è valida per gli investimenti effettuati nel corso del 2026, 2027 e 2028, offrendo un arco temporale sufficientemente ampio per pianificare con attenzione. Per gli studi che utilizzano il leasing finanziario, il vantaggio è ulteriore: è possibile concentrare il beneficio fiscale in un periodo più breve rispetto ai classici piani di ammortamento — ad esempio, quattro anni di leasing al posto dei consueti sette o otto anni di vita utile del bene.
Chi oggi è ancora strutturato come professionista individuale ed è in valutazione per una trasformazione societaria dovrebbe accelerare i tempi: la neutralità fiscale nelle operazioni di trasformazione (già in vigore) consente di cambiare forma giuridica senza generare carichi fiscali straordinari, e la finestra 2026-2028 rappresenta un’opportunità concreta per fare accesso ai benefici dell’iperammortamento già dal primo anno di vita della nuova struttura societaria.
Legge Sabatini: confermata e rifinanziata
La legge Sabatini — misura storica che sussiste da circa quindici anni nella forma rinnovata e che permette di ottenere uno sconto sugli interessi passivi dei finanziamenti bancari e dei contratti di leasing — è stata nuovamente rifinanziata nella manovra 2026. Applicata agli stessi beni dell’iperammortamento, permette di recuperare una somma equivalente a circa il 10% del valore dell’investimento, coprendo in sostanza il costo degli interessi.
La combinazione tra iperammortamento e legge Sabatini consente, in alcuni scenari, di accedere a finanziamenti a costo quasi nullo per l’evoluzione digitale dello studio. Va ricordato, però, che la legge Sabatini richiede adempimenti burocratici preventivi che devono essere gestiti con cura e tempestività, preferibilmente con il supporto del commercialista di riferimento.
Bonus investimenti ZES (zone economiche speciali) Mezzogiorno
Per gli studi situati nelle regioni del Sud Italia e nelle isole, è stato confermato il credito di imposta per gli investimenti nelle Zone Economiche Speciali Unificabili del Mezzogiorno (ex bonus investimenti Sud), valido per il 2026, il 2027 e il 2028. Anche in questo caso l’agevolazione è riservata ai soggetti in regime di reddito di impresa.
Chi si trova in queste aree geografiche può quindi sommare tre livelli di agevolazione: iperammortamento, legge Sabatini e bonus ZES, con un impatto complessivo sulla convenienza economica degli investimenti molto significativo.
Le misure per tutti gli odontoiatri
Regime forfettario: soglia di compatibilità alzata
Per i professionisti che operano in regime forfettario e contemporaneamente percepiscono un reddito da lavoro dipendente, è stato innalzato il limite di compatibilità tra i due regimi: si passa da €30.000 a €35.000 lordi annui di reddito da dipendente. Un aggiornamento di portata limitata, ma potenzialmente utile per gli odontoiatri con incarichi ospedalieri part-time o per chi integra una pensione modesta con l’attività libero-professionale.
Novità per il personale dipendente degli studi dentistici
La legge introduce alcune misure che riguardano direttamente la gestione del rapporto di lavoro dipendente, di interesse per tutti i titolari di studio — indipendentemente dalla forma giuridica.
Imposta sostitutiva del 5% sui rinnovi contrattuali
Gli incrementi retributivi derivanti dal rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro potranno essere tassati con un’aliquota sostitutiva del 5%, anziché con le aliquote marginali IRPEF ordinarie (23%, 33% o 43%). Si tratta di un beneficio concreto per il dipendente — e indirettamente per il datore di lavoro, che può proporre miglioramenti salariali con un minore impatto fiscale complessivo. Tuttavia, al momento anche questa misura è ancora in attesa dei relativi decreti attuativi.
Buoni pasto elettronici: soglia alzata da €8 a €10 al giorno
Il limite di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici (anche tramite app) forniti ai dipendenti è stato elevato da €8 a €10 giornalieri. La somma non costituisce reddito imponibile per il dipendente ed è pienamente deducibile per il datore di lavoro. È importante ricordare che questo strumento deve essere erogato all’intera forza lavoro e non può essere utilizzato selettivamente per integrare singoli stipendi.
Fringe benefit confermati fino al 2027
Rimangono in vigore — senza modifiche — i limiti di esenzione per i cosiddetti fringe benefit, cioè i benefit non monetari erogabili ai lavoratori dipendenti:
- €2.000 annui per i dipendenti con figli a carico
- €1.000 annui per i dipendenti senza figli a carico
In entrambi i casi, il benefit non concorre alla formazione del reddito del lavoratore ed è deducibile per il datore di lavoro. Rientrano in questa categoria i voucher di spesa, ma anche il rimborso degli interessi passivi sul mutuo della prima casa, del canone di locazione sulla prima abitazione e delle bollette domestiche.
Le misure restrittive
Divieto di compensazione dei crediti: soglia abbassata a €50.000
Tra le misure più impattanti per i titolari di studio con posizioni fiscali complesse, c’è la riduzione del limite per la compensazione dei crediti fiscali in presenza di debiti erariali scaduti. La soglia è stata abbassata da €100.000 a €50.000: chi ha debiti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione superiori a questa cifra non può utilizzare in compensazione i propri crediti fiscali (ad esempio per il pagamento di contributi, ritenute o imposte) fino a quando il debito non viene ricondotto al di sotto della soglia.
Per chi si trova in questa situazione, la soluzione più immediata — nonché complementare a questa misura — è la rottamazione quinquies, illustrata nel paragrafo successivo.
Rottamazione quinquies: una finestra per regolarizzare le posizioni pregresse
La rottamazione quinquies è una misura che consente di estinguere i debiti iscritti a ruolo pagando esclusivamente la quota di capitale, senza sanzioni, interessi, compensi di riscossione né interessi sanzionatori. Sono ammesse alla rottamazione le cartelle relative a ruoli affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 31 dicembre 2023, coprendo quindi un arco temporale che va dal 2000 al 2023.
Come funziona operativamente:
- Presentazione della domanda: entro fine aprile 2026
- Risposta dell’agenzia: entro fine giugno 2026 con indicazione dell’importo da versare
- Pagamento: entro il 31 luglio 2026, in unica soluzione oppure in 54 rate bimestrali (circa 9 anni di rateizzazione)
La misura è accessibile anche a chi era già decaduto da precedenti rottamazioni per mancato pagamento di una o più rate. Un elemento particolarmente rilevante per chi ha dipendenti: nel momento in cui un debito INPS è inserito nella rottamazione, il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) torna positivo, eliminando eventuali blocchi su agevolazioni — incluso l’iperammortamento — e facendo decadere azioni cautelari o pignoramenti in corso.
Importante: la rottamazione non si applica ai debiti che originano da accertamenti fiscali o verifiche tributarie, ma solo a quelli derivanti da liquidazioni delle imposte dichiarate e non versate.
Affitti brevi: stretta significativa per i proprietari con più immobili
L’ultima misura restrittiva — che non riguarda direttamente la gestione dello studio, ma interessa moltissimi professionisti sanitari in qualità di investitori privati — è la modifica delle regole sulle locazioni brevi.
Fino al 2025, la soglia per la presunzione di imprenditorialità era fissata a cinque appartamenti destinati ad affitti di durata inferiore a 30 giorni (come quelli gestiti attraverso piattaforme quali Airbnb). Superata quella soglia, scattava l’obbligo di aprire una partita IVA, iscriversi all’INPS e rinunciare alla cedolare secca (tassazione forfettaria al 21% o al 10% a seconda della tipologia di contratto).
A partire dal primo gennaio 2026, quella soglia è stata abbassata a tre appartamenti. Ne consegue che chi gestisce tre o più immobili in locazione breve è considerato imprenditore a tutti gli effetti: è tenuto all’apertura della partita IVA, all’iscrizione previdenziale e non può accedere alla cedolare secca.
Le opzioni disponibili per chi si trova in questa situazione:
- Valutare la conversione di uno o più immobili in locazione tradizionale (contratti 4+4 o 3+2 a canone concordato), che conserva il diritto alla cedolare secca
- Analizzare, con il supporto del commercialista, se la struttura patrimoniale personale rende conveniente far confluire la gestione degli immobili in una società holding, che non potrà accedere alla cedolare secca ma potrà beneficiare di un carico fiscale complessivamente inferiore rispetto alla tassazione IRPEF personale
La misura è entrata in vigore il primo gennaio 2026 — approvata il 30 dicembre 2025 — senza alcuna fase transitoria, e ha colto di sorpresa molti operatori del settore.
Un contesto generale di risorse limitate
Per una lettura completa di questa manovra, è utile inquadrare il contesto in cui si inserisce: la legge di bilancio 2026 sconta ancora le conseguenze finanziarie delle politiche dei bonus edilizi degli anni precedenti — in particolare il superbonus 110% e il bonus facciate — che hanno gravato in modo straordinario sulle casse pubbliche, riducendo significativamente la disponibilità di risorse per nuove agevolazioni.
A questo si aggiunge una stretta sulle detrazioni fiscali generali, già introdotta nella manovra 2025, i cui effetti si materializzeranno nella prossima dichiarazione dei redditi estiva: per i contribuenti con redditi superiori a €75.000 — e ancora di più oltre i €100.000 — scatteranno limitazioni alla fruibilità delle detrazioni, una soglia tutt’altro che infrequente nel profilo reddituale di un odontoiatra strutturato.
Considerazioni operative per il titolare di studio
Chi si occupa di marketing medico o di comunicazione per dentisti sa bene che la capacità di gestire efficacemente le risorse economiche dello studio è una variabile fondamentale per la crescita e la sostenibilità dell’attività. Le scelte fiscali e le forme giuridiche adottate non sono elementi tecnici separati dalla strategia: incidono direttamente sulla capacità di investire in tecnologia, in personale e in tutti quegli strumenti che alimentano il marketing per dentisti e per tutti coloro che operano nella salute.
Le principali azioni consigliabili per chi vuole orientarsi in questo scenario sono:
- Confrontarsi con il commercialista per verificare se la propria forma giuridica consente l’accesso all’iperammortamento e agli altri incentivi agli investimenti
- Valutare la trasformazione societaria con la neutralità fiscale, qualora non si sia ancora in forma di società, tenendo conto che l’agevolazione è attiva fino al 2028
- Attendere i decreti ministeriali prima di effettuare investimenti significativi in beni 4.0
- Verificare l’eventuale accesso alla rottamazione quinquies, soprattutto se ci sono posizioni debitorie pregresse che limitano la compensazione dei crediti o il DURC
- Rivedere la strategia di gestione degli immobili in locazione breve, se si è proprietari di tre o più unità
Il consiglio di fondo rimane invariato: la complessità di questa manovra richiede un affiancamento professionale qualificato. Solo un marketing per odontoiatri e una pianificazione d’impresa davvero strutturate — supportate da un commercialista specializzato nel settore — permettono di trasformare le opportunità normative in vantaggi concreti per lo studio.
FAQ – Domande & Risposte
Cos’è l’iperammortamento introdotto dalla legge di bilancio 2026 e a chi si applica?
L’iperammortamento è un’agevolazione fiscale che permette di dedurre dal reddito imponibile il costo di un bene strumentale applicando una maggiorazione del 180% rispetto al valore effettivo di acquisto, con un effetto di detassazione complessivo stimato attorno al 70% dell’investimento. Non si tratta di un credito da compensare sull’F24, ma di una riduzione dell’imponibile che produce un risparmio fiscale distribuito negli anni di ammortamento del bene. La misura è riservata esclusivamente agli studi dentistici strutturati in forma societaria — SRL, SRL-STP, SNC, SAS o SPA — ed è valida per gli investimenti effettuati tra il 2026 e il 2028. I professionisti con partita IVA individuale e gli studi associati non possono accedervi.
Quali attrezzature odontoiatriche rientrano nei beni agevolabili con l’iperammortamento 2026?
I beni agevolabili sono quelli classificati come 4.0 o 5.0 e devono essere dotati di marchiatura dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo. Per gli studi dentistici, rientrano concretamente in questa categoria le cbct, le tac dentali, i panoramici digitali, i laser, i microscopi operatori, le autoclavi con connettività digitale, le apparecchiature per la sedazione cosciente e alcuni sistemi di arredo intelligente per la tracciabilità dei farmaci. È necessario ottenere dal produttore una certificazione attestante i requisiti 4.0 del bene, predisporre un verbale di collaudo e interconnessione e inviare le comunicazioni al portale GSE secondo le modalità che saranno definite dai decreti ministeriali, ancora non pubblicati a gennaio 2026. Prima di procedere all’acquisto, è consigliabile attendere la pubblicazione di questi decreti per non rischiare di non rispettare i requisiti formali.
Un odontoiatra con partita IVA individuale può beneficiare di qualche agevolazione fiscale sugli investimenti nella legge di bilancio 2026?
Purtroppo la legge di bilancio 2026 non prevede misure equivalenti all’iperammortamento per i professionisti con partita IVA individuale o per gli studi associati, poiché il superammortamento — che in passato estendeva benefici analoghi anche a queste forme giuridiche — non è stato prorogato. Le principali agevolazioni sugli investimenti in beni strumentali sono riservate ai soggetti in regime di reddito di impresa, ovvero alle strutture societarie. Chi si trova ancora in forma individuale e sta valutando la trasformazione in società può però approfittare della neutralità fiscale nelle operazioni di trasformazione, che consente il passaggio alla forma societaria senza generare carichi fiscali straordinari, accedendo così ai benefici a partire dal 2026 e fino al 2028.
Cosa cambia nel 2026 per chi affitta immobili su Airbnb o altre piattaforme di locazione breve?
A partire dal primo gennaio 2026 la soglia oltre la quale scatta la presunzione di imprenditorialità per le locazioni brevi è stata abbassata da cinque a tre appartamenti. Chi gestisce tre o più immobili con contratti di durata inferiore a 30 giorni è considerato imprenditore a tutti gli effetti, con l’obbligo di aprire una partita IVA, iscriversi all’INPS e rinunciare alla cedolare secca, ovvero alla tassazione forfettaria al 21% o al 10%. La misura è entrata in vigore il 30 dicembre 2025, senza alcuna fase transitoria, cogliendo di sorpresa molti operatori del settore. Chi si trova in questa situazione dovrebbe valutare con il proprio commercialista se convertire uno o più immobili in locazione tradizionale oppure se strutturare la gestione attraverso una società holding.
Cos’è la rottamazione quinquies e entro quando bisogna presentare la domanda?
La rottamazione quinquies è una misura che consente di estinguere i debiti iscritti a ruolo entro il 31 dicembre 2023 — quindi relativi al periodo 2000-2023 — pagando esclusivamente la quota di capitale originaria, senza sanzioni, interessi di mora, compensi di riscossione né interessi sanzionatori. La domanda deve essere presentata entro fine aprile 2026, dopodiché l’Agenzia delle Entrate-Riscossione comunica entro fine giugno l’importo da versare: il pagamento può avvenire entro il 31 luglio in unica soluzione oppure in 54 rate bimestrali, per una durata complessiva di circa nove anni. Un effetto importante per i titolari di studio con dipendenti è che l’inserimento di un debito INPS nella rottamazione fa tornare positivo il DURC, rimuovendo eventuali blocchi sull’accesso ad agevolazioni come l’iperammortamento.
Cosa prevede la legge di bilancio 2026 per i dipendenti degli studi dentistici?
La manovra introduce tre misure rilevanti per la gestione del personale dipendente. La prima è l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 5% — in luogo delle aliquote IRPEF ordinarie fino al 43% — sugli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi del contratto collettivo nazionale, misura ancora in attesa dei decreti attuativi. La seconda è l’innalzamento del limite di esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici da 8 a 10 euro giornalieri. La terza è la conferma, fino al 2027, dei limiti di esenzione per i fringe benefit: 2.000 euro annui per i dipendenti con figli a carico e 1.000 euro per quelli senza, con possibilità di includere rimborsi per mutuo, affitto o bollette della prima casa. Tutte e tre le misure si applicano indipendentemente dalla forma giuridica dello studio.
La legge Sabatini è stata rinnovata nel 2026 e come si combina con l’iperammortamento?
Sì, la legge Sabatini è stata nuovamente rifinanziata nella manovra 2026 e si applica agli stessi beni agevolabili con l’iperammortamento. Questa misura permette di ottenere un contributo in conto interessi su finanziamenti bancari o contratti di leasing, con un valore equivalente a circa il 10% dell’investimento, coprendo in sostanza il costo degli oneri finanziari. Combinando iperammortamento, legge Sabatini e — per gli studi del Sud Italia — il bonus ZES Mezzogiorno, uno studio dentistico strutturato in forma societaria può accedere a finanziamenti per beni digitali a un costo molto contenuto o quasi nullo. È però necessario gestire in modo preventivo gli adempimenti burocratici richiesti dalla legge Sabatini, preferibilmente con il supporto di un commercialista specializzato.
Un odontoiatra in regime forfettario con un incarico ospedaliero può perdere i benefici del forfettario nel 2026?
Con la legge di bilancio 2026 il limite di reddito da lavoro dipendente compatibile con il regime forfettario è stato innalzato da 30.000 a 35.000 euro lordi annui. Ciò significa che un odontoiatra che svolge anche un’attività ospedaliera o percepisce una pensione può continuare ad applicare il regime forfettario alla propria attività professionale, a condizione che il reddito da dipendente non superi questa soglia. Si tratta di una modifica di portata limitata ma concretamente utile per chi si trova in una fascia reddituale compresa tra queste due soglie, ad esempio chi ha un contratto ospedaliero part-time o integra una pensione non elevata con la libera professione.

Autore
Dott. Enrico Rudello
Consulente in Marketing Sanitario
Sono Enrico Rudello, un Consulente in Marketing Sanitario specializzato nella comunicazione nel settore sanitario. Utilizzando i diversi canali di comunicazione aiuto le strutture sanitarie a migliorare la loro visibilità e a distinguersi nel mercato.
La mia Missione è sviluppare strategie efficaci, progettando siti web, la gestione dei canali social, attività di awareness e posizionamento su Google per strutture sanitarie. Ho collaborato con diverse realtà sanitarie, tra cui poliambulatori, studi dentistici, case di cura, strutture pubbliche e private in tutta Italia.
Il mio Obiettivo è ottenere risultati concreti per i nostri clienti attraverso un approccio professionale.
